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Independent Music di Claudio Ferrante

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Chi controlla il business della musica? Scelte che non finiscono di stupire: Madonna

Se i Radiohead decidono che il non appartenere a nessuna casa discografica segni un passo decisivo in avanti per chi svolge il mestiere di artista/intrattenitore, Madonna invece firma con LiveNation, il più grande promoter di concerti del mondo, per un cifra che si aggira intorno ai 120 milioni di dollari. per 3 albums e parte dei diritti del live. Mica male.
Se si pensa che LiveNation non è una casa discografica questo fa ancora più sorridere.
La WarnerMusic, dal 1983 casa discografica dell’ex material girl, decide, per volontà del suo n.1 Edgar Bronfman Jr. di non rilanciare l’offerta commentando la propria decisione ai media con un laconico  "no make financial sense".
In effetti per una casa discografica non avrebbe senso, ma per un promoter di concerti che acquisisce anche incomes dal live?
Secondo il parere di alcuni analisti intervistati dal sobrio quotidiano inglese "The Guardian" per far recuperare a Live Nation 120 milioni di dollari Madonna dovrebbe vendere 15 milioni di copie ad album, cosa peraltro successa soltanto tre volte nella sua carriera e l’ultima circa venti anni fa con la raccolta "Immaculate collection".  E per quanto riguarda i concerti dovrebbe replicare gli incassi del Confessions tour dello scorso anno, in assoluto il più redditizio di un artista femminile nella storia, per fare incassare alla compagnia di entertainment live soltanto una piccola parte della fetta, come di consueto accade nel mercato dei concerti dal vivo.
Ma allora che senso commerciale ha una scelta del genere? Un gigante come Live Nation che presidia un territorio completamente sfuggito alla discografia, e che conferma ormai ciò che l’industria definisce "no make financial sense" la risposta alla domanda: chi controlla ora il business della musica?
 

Commenti

Perchè oramai i soldi si fanno con i concerti non più con le vendite dei cd che costano, in Gran Bretagna, intorno alle 9 sterline. Si prevede ua vendita intorno al 30 per cento dei cd intorno al 2010. I biglietti dei concerti oramai si vendono a una cifra ben superiore a un singolo cd! Adesso queste compagnie come la Live Nation, prendono la stessa percentuale che prendevano prima le major sui dischi, in compenso si prendono a carico tutta la organizzazione, non indifferente, della produzione dei tour - che la garantiscono molto lunga - e la percentuale sui gadget che sono una fonte enorme di guadagno. Le mie fonti vengono da un articolo di un giornalista inglese pubblicato su Internazionale del 28 settembre/4 ottobre , n.712 (per chi fosse interessato a ripescarlo). Scritta da Robert Sandall per il giornale Prospect. Ovviamente l'articolo dà informazione ben più dettagliate. Molto interessante. Piccola nota personale: il settimanale Internazionale è veramente una chicca! ciao! dg
Del tutto d'accordo sull'inversione del rapporto costo cd/costo concerto (a dire la verità sono anni che lo sostengo). Ciò detto Madonna non è una cantante è un marchio, come cocacola, ferrari, apple, ecc. e Madonna era un marchio anche quando i contratti li faceva con una casa discografica e non con un promoter e il marchio si paga, anche parecchio, si può anche perdere con l'acquisto di un marchio, purché poi si guadagni con tutto il resto. Credo che siano anni che le case discografiche cercano di modificare i contratti con gli artisti per avere le royalties dai concerti. Ok, le case discografiche sono arrivate tardi anche qui, sono gestite da avvocati e si vede, visto si sono fatte sfuggire uno dei marchi più riconosciuti della musica e del live. Ciò detto anche questo non cambia nulla. Costruire il valore di un marchio è impresa costosissima e per il momento rimane tale. Il problema è tutto qui. Chi saprà risolverlo? Basta il social networking? Può aiutare, perché abbassa la soglia di ingresso alla notorietà, ma non credo che sia sufficiente. Bisogna togliere di mezzo gli intermediari che non aggiungono valore, ma lo sottraggono e vedere se nascono intermediari che aggiungono valore e fanno galleggiare chi merita senza spendere una quantità inusitata di denaro. Mi sembra che di questo nuovo libro della musica si comincino a vedere le prime pagine....vediamo la trama dove ci porta.
Giusto per la correttezza di informazione Madonna ha venduto molte volte più di 15 milioni di dischi: Like A Virgin 21 milioni 1984 True Blue 25 milioni 1986 Ray Of Light 20 milioni 1998 Music 16 milioni 2000 The Immaculate Collection 30 milioni 1990