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Independent Music di Claudio Ferrante

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si parla tanto della crisi dell’industria discografica…

mai come nell’ultimo si sente spesso parlare della crisi dell’industria discografica e del fatto che secondo alcuni presto le "majors" scompariranno, e si potrà finalmente commercializzare la propria musica sulla rete senza passare attraverso la selezione dei discografici, spesso accusati di pubblicare progetti di scarsa qualità e forte appeal commerciale, cavalcando le mode e i gusti di consumatori di musica che risultano essere sempre più disaffezionati al CD.

Infatti i dati dell’ultimo anno parlano chiaro: il mercato musicale globale è in caduta verticale, sempre meno gente nei negozi e nelle grande catene che acquistano CD, il peer2peer che dilaga, l’industria discografica globale che cerca risposte nel mercato digitale senza trovare concretamente il business che sta perdendo nel mercato dei CD… Insomma, una disfatta… Sento spesso parlare chi fa musica, suona canta o campiona… Ne avessi sentito UNO parlare bene delle case discografiche, di quelle stesse aziende grazie alle quali oggi è possibile ascoltare dai Pink Floyd ai Clash, dagli Stones a Battisti, da Patti Smith a Fabrizio de Andrè. La reputazione di chi fa questo mestiere è ormai, a detta di tutti, compromessa… La mia domanda è: come mai la gente continua a consumare tanta musica ma è sempre più disaffezionata al CD? Siete d’accordo con le tesi degli artisti? Sei d’accordo sul fatto che l’industria capitanata da "sordi" (come ho letto su qualche blog) scomparirà per sempre e finalmente tutti potranno diffondere la propria musica? e come cambierà la creativita?

Commenti

Ciao! Benvenuto! Beh, prima di proferire parola io mi aspetterei "la tua versione dei fatti", visto che lavori in una label, seppur piccola e indipendente! Come la vedi tu? grazie C
Sono tutto orecchi anche io! Mimmo